Vastaso, buffone e sciacallo. Quando Germanà non le mandava a dire a Salvini

Sono tanti i post su Facebook che provano diverse tensioni anche "strillate" tra Germanà - il candidato sindaco della Lega a Messina - e Matteo Salvini.

In epoca di trasformismi, si sa, non ci si stupisce proprio di nulla. Certo, quando si parla di Nino Germanà, il re dei trasformismi politici, con un passato filo-renziano con NCD, poi forzista, poi salviniano, le iconiche scie del politico adattabile sono importanti.

Ma oltre ogni giudizio politico, soggettivo, la domanda sorge spontanea. Ebbene, Matteo Salvini, leader della Lega, non poteva trovare di meglio come candidato a sindaco per Messina, rispetto a un personaggio politico che negli anni non ha risparmiato dichiarazioni di amore al senatore milanese?

Nel 2015 la storia d’amore tra Salvini e Germanà si apre con un post: “il rutto libero lo lasciamo fare a quel bastaso di Salvini” e sulla storia di Forza Italia, snobbata dai più, scrive, sempre su Facebook, il 27 febbraio 2015 “anche da quel buffone di Salvini che somiglia sempre di più a Grillo”.

Il 2016 è l’anno che porterà alle regionali. Dopo le critiche a Berlusconi, Germanà si ripresenta nella lista di Forza Italia. Occorre ricalibrare il tiro e in un post del 26 ottobre scrive “Bossi era grezzo ma vero, Salvini è uno sciacallo ripulito” per poi commentare “Berlusconi? Altro pianeta”.

Quando Salvini diventa Ministro dell’Interno, in risposta a un commento, Germanà lo definisce con un “mah” laconico. Arriviamo al 2017. Si alzano i toni. Sullo sfondo delle presidenziali in Francia il buon Nino leghista battezza il tandem Grillo-Salvini al governo Conte come “gli strilloni di casa nostra che, sia chiaro, il loro sogno malsano-populista perde al cospetto della democrazia – e continua rabbioso – roba buona solo per gli show in tv”

Ma il 2018, arrivato in aula a Montecitorio, Germanà si sarà riappacificato? Ma neanche un poco. Ad agosto del 2018 fa un post su Facebook che ha del “profetico”. Scrive “le adesioni alla Lega in provincia di Messina coronate da selfie e facili entusiasmi di uomini con una storia decisamente lontana dalla politica di Salvini (alleato dei grillini) mi ricordano tanto il Pd del buon Renzi al 40% che oggi soltanto dopo un anno lotta per la soglia di sopravvivenza. Buona fortuna e sempre Forza Italia”.

Il 2019 sempre su Facebook, ad agosto, Germanà pubblica un post di commento riferendosi al Papeete sbeffeggiando sia Salvini sia Toti, colpevole, lui, di provare a salire sul carro del vincitore. Siamo poi al 2020. L’anno terribilis della pandemia che porterà la politica verso grandi quesiti. Germanà vede una possibile via di fuga rispetto agli spazi sempre più stretti di Forza Italia. Passa al gruppo misto e prova e inventarsi un nuovo farmaco smacchia-insulti. Inizia a corteggiare i vertici vicini a Salvini.

Il bastaso, buffone, sciacallo, strillone e malsano populista diventa l’ultima fermata del tram per lui. La storia recente la conoscete. E Salvini, invece, la conosce?


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