Un paese spaccato in due: dal Circo Massimo al super Green Pass

Chi amministra dagli scranni romani non vede e non sente il ribollire del calderone in cui fermenta la tensione sociale: il Circo Massimo ne è la prova

Circo Massimo

Due schieramenti: dall’eclettismo al ginepraio governativo

L’Italia è ormai divisa in due parti diseguali. Da un lato vi è uno schieramento variegato, composto da uomini, donne, giovani, anziani e bambini. Una folla trasversale, la quale rappresenta lo specchio della nostra società anche in ambito geografico. Al Circo Massimo non vi erano presenti, sabato scorso, soltanto romani, ma anche siciliani, sardi e lombardi: una vera e propria unità d’Italia. Il verso della medaglia non è altrettanto eclettico quanto il recto. Un po’ come il ginepraio governativo, allo stesso modo si uniforma la massa di coloro i quali vivono secondo i dettami di Draghi e del resto dei “migliori”.

Vi è sempre stata un’effettiva divisione politico-sociale nel nostro Paese, ma mai si era giunti ad un livello tale da vietare – a senso unico – le proteste contro le decisioni “dragoniane” per timore di perdite economiche nei centri storici e per evitare la propagazione del virus. Un paese come l’Italia non perderà mai la sua natura ipocrita. Il rischio di una catastrofe per i commercianti non deriva dalle manifestazioni del sabato, bensì dal clima di terrore sanitario che impera quotidianamente. Non si può nascondere il sole con un dito. Altresì le manifestazioni contro il Green Pass di Trieste non hanno prodotto alcun aumento significativo delle ospedalizzazioni, ovvero l’unico e vero dato da dover tenere in conto adesso.

Siamo il paese dei capri espiatori. La manifestazione al Circo Massimo ha visto numerosi relatori discutere col pubblico sul palco: dal dott. Mariano Amici all’ex Generale dell’Arma Pappalardo. Un incontro pacifico all’interno di uno dei più importanti monumenti di Roma. Purtroppo è stato rovinato dalla solita stampa, quella che prima equipara i terroristi a chi ha deciso, non proprio liberamente, di non sottoporsi alla vaccinazione. Durante la manifestazione si è registrata infatti l’aggressione a Selvaggia Lucarelli, giudice di un noto programma televisivo. Una violenza becera, assolutamente da condannare, ma che affonda le sue radici in alcune dichiarazioni infelici da parte della nota blogger di Civitavecchia.

Il popolo chiede trasparenza, da Roma arriva il super Green Pass e si discute sull’obbligo. Una misura molto delicata sul piano del diritto: chi deciderà di rifiutare la vaccinazione pagherà soltanto una multa? E se non dovesse pagarla finirà in prigione? Un’assurda caccia alle streghe: abbiamo perso la rotta. Chi amministra dagli scranni romani sembra essere fuori dal mondo. Chi salverà lo Stivale? Dopo aver buttato fuori l’Avvocato, è arrivato il Banchiere. Forse però, per questa Italia, serve un calzolaio.


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