Trump non molla: “Ho vinto io, ho le prove”

Donald Trump non molla. Le prove in mano ai suoi avvocati sembrano schiaccianti, ma i mass media continuano imperterriti ad incensare Biden.

Texas

Il Tycoon non cede di fronte alle pressioni dei media e al silenzio di “Sleepy” Joe Biden. Le prove accumulate dall’Election Day in poi sembrano essere schiaccianti. “Non sono stati ammessi osservatori“, ha twittato Trump. Il Presidente ha inoltre affermato che, durante la notte elettorale, ci sono stati “problemi tecnici” causati dai democratici che “cercavano di rubare i voti. Ci sono riusciti in abbondanza, tuttavia, senza essere beccati. Le elezioni per posta sono una barzelletta nauseante. Le elezioni con il voto per posta sono una buffonata assurda“.

Il Presidente ha puntato il dito in particolare contro il nuovo conteggio dei voti in Georgia: “Il loro riconteggio è uno scandalo, non significa niente“. “Vinceremo noi!“, ha scritto in un altro messaggio. Oltre al fatto che in America – e non solo – mala tempora currunt sed peiora parantur, il problema più grave deriva dalla triste fine che i media occidentali hanno fatto, soprattutto in occasione di queste elezioni americane.

Twitter ormai censura sistematicamente ogni dichiarazione del POTUS. I media continuano ad oscurare qualsiasi asserzione di Trump e dei suoi sostenitori. La narrazione unica e la ripetizione del mantra che “Trump non accetta la sconfitta” serve soltanto per rendere il Presidente un usurpatore agli occhi altrui. È davvero democrazia questa? Piuttosto che indagare sulle dichiarazioni di un Presidente riconosciuto da elezioni democratiche quattro anni prima, si preferisce isolarlo e renderlo un pazzo agli occhi delle masse.

Né la razionalità, né la logica contano più in questo mondo. Il congiuntivo, per sua natura dubitativo, non viene più utilizzato. Si preferisce soltanto l’indicativo assertivo per imporre una verità soggettiva, quella più conveniente. Dunque ritornano in mente i celebri versi danteschi del terzo canto infernale: “Vuolse così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare“. Che triste fine, quella dell’Occidente!


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