Trapani, truffa sui permessi di soggiorno: indagate 246 persone

Le indagini dei carabinieri di Trapani sono partite nel 2018: scatta anche un sequestro dei beni per un valore di 1 milione di Euro.

Sequestro preventivo di beni per un milione di euro per truffa aggravata e continuata, in concorso, ai danni di enti pubblici e reati in materia di falso. Un’inchiesta su un presunto giro di falsi permessi di soggiorno e indennità di disoccupazione sostegno al reddito. In complesso risultano indagate 246 persone.

Era un sistema associativo collaudato che permetteva, attraverso la complicità di tre aziende edili ed una agricola, di frodare l’INPS per circa 676mila euro. E’ stata necessaria l’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala. Sono stati sequestrati preventivamente beni, del valore di circa 1 milione di euro, nei confronti di 5 soggetti orbitanti nel marsalese. L’accusa è di reato, truffa aggravata e continuata, in concorso, ai danni di enti pubblici e vari delitti in materia di falso.

Nel complesso risultano indagate, appunto, 246 persone. Tra i 5 soggetti indagati c’è il consulente Francesco Di Pietra, 50 anni. Gli altri indagati sono il 50enne Sergio Agnello, Nicolò Passalacqua di 50 anni, Salvatore Asaro di 59 e il cittadino tunisino Mehdi Ammari. Le indagini dei Carabinieri di Trapani sono partite nel 2018 dopo una perquisizione nella casa di un indagato per sostituzione di persona e truffa ai danni di una compagnia telefonica. Nel corso della perquisizione erano state trovate 4 buste paga di cittadini extracomunitari, intestate ad una impresa edile riferibile all’indagato. I militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani avevano poi accertato che la ditta assumeva un cospicuo numero di uomini e donne, per lo più di provenienza nordafricana, in prossimità della data di scadenza del permesso di soggiorno.

Le imprese erano attive solo su carta dunque prive di sede reale, riferibili ai tre soggetti del luogo tra cui l’indagato principale. Il Tunisino reclutava connazionali-falsi lavoratori. Nel corso delle operazione è indagato anche un consulente del lavoro. Il suo compito era quello di predisporre false comunicazioni all’Inps per assunzioni e licenziamenti, oltre che stipulare contratti fittizi di locazioni di terreni. Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che tra il 2012 e il 2018 l’Inps ha pagato prestazioni non dovute per 676 mila euro circa.


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