Tra poeti maledetti e polibibite di fine ‘800: il caffè letterario si riconferma al Vermouth & Vinili

Il caffè letterario si riconferma ancora una volta un pregevole momento culturale. Il lungo viaggio storico-letterario ha entusiasmato i presenti.

caffè letterario

Il dandismo non è morto, anzi, è tornato prepotentemente a colorire il grigiore delle masse. Il caffè letterario si riconferma ancora una volta un pregevole momento culturale. Il Vermouth & Vinili, splendido locale del borgo milazzese, ha ospitato le argomentazioni del dr. Santi Cautela e del dr. Marco Spada sul rapporto tra poesia e perdizione. L’effetto scenico curato con minuziosità dai gestori del locale ha permesso al pubblico di gettarsi a capofitto nelle atmosfere dei finissimi club inglesi degli ultimi anni del diciannovesimo secolo.

Rigorosamente abbigliati secondo la scuola del Brummel, il primo dandy della storia, i due oratori hanno discusso con il pubblico presente della conflittualità insita nell’animo dei poeti maledetti nei vari periodi storici dall’illuminismo all’industrializzazione. Da Wilde a Baudelaire, passando anche per i classici greci e latini. Difatti il rapporto tra alcool e poesia ha origini molto lontane nel tempo, le quali provengono in primis dalle varie coste del Mediterraneo. Dalla Grecia di Asclepiade e Saffo, passando per la Roma di Ovidio e Catullo per poi arrivare alla poesia Sufi tipicamente islamica.

Il lungo viaggio storico-letterario ha entusiasmato i presenti e ha sicuramente posto un’importante pietra miliare nella storia del caffè letterario offerto dal Tirrenico. Continueremo a dar vita a questi progetti culturali cercando di abbracciare l’universalità degli argomenti proposti dalla storia dell’umanità.


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