“Tempi sforati” Angelo Paride Pino risponde alle accuse sulla seduta di lunedì

Il Presidente Angelo Paride Pino risponde alle accuse sulla sua gestione della seduta di lunedì in consiglio comunale dopo lo scontro con Melangela Scolaro

La versione di Paride Pino è arrivata con un po’ di ritardo ma è arrivata. Il Presidente del Consiglio di Barcellona Pozzo di Gotto è stato oggetto di un “delirio democratico” così come è stato definito sui social, per aver censurato la consigliera Scolaro durante la seduta speciale dedicata all’emergenza Covid. Alle cronache è passato il suo gesto di espulsione rivolto alla consigliera di FdI – che tra l’altro fa parte della sua stessa coalizione – preceduto da qualche parolaccia.

Va detto che poco prima dello scontro la stessa Scolaro si era avventurata in una accesa polemica con il Sindaco Calabrò.

“Per amore di verità le polemiche non mi appassionano, specie se eccessive – racconta Angelo Paride Pino – Mi corre l’obbligo ricostruire ciò che acceduto lunedì sera. Il tempo massimo previsto per l’intervento del singolo consigliere è di 15 minuti. La consigliera Scolaro, avendo usufruito del tempo massimo, anzi avendolo sforato, era stata invitata a concludere. Tale invito era rimasto inevaso e pertanto la stessa consigliera aveva violato il regolamento. Tenendo conto che l’avvocato Scolaro non aveva osservato più volte l’invito a concludere, il sottoscritto le aveva tolto la parola, cosi come previsto dal regolamento. A questo punto la consigliera Scolaro, disattendendo il regolamento, aveva continuato a tenere in mano l’unico microfono a disposizione dei consiglieri, continuando imperterrita a parlare, con tono alterato, e rifiutandosi di consegnare il microfono al messo comunale. Solo a questo punto, il sottoscritto si vedeva costretto ad invitare il messo comunale ad esercitare il suo ruolo”.

“La consigliera Scolaro inveiva contro il sottoscritto, che si trovava, come è ovvio, nell’esercizio delle sue funzioni di presidente del consiglio comunale e quindi pubblico ufficiale, affermando che il deducente poneva in essere atti di” vigliaccheria”, così ledendo il decoro e la reputazione della figura del presidente del consiglio comunale di Barcellona. Per fortuna, quanto dal sottoscritto affermato trova conforto nel regolamento comunale e nella registrazione della seduta, dove si può evincere come più volte, durante l’intera seduta, la consigliera Scolaro sia intervenuta senza che le venisse concessa la parola e pertanto violando il regolamento comunale”.

Angelo Paride Pino precisa inoltre che non era stata prevista una limitazioni di tempo per i soli deputati, depositari di dati e informazioni rilevanti l’argomento che andava relazionato. Anche perché in nuce, la ratio della seduta era proprio quella di raccogliere informazioni istituzionali e “dall’alto”. Sul tema Pino aggiunge: “Il deputato del Movimento 5 Stelle, così come anche qualche deputato di maggioranza regionale, si è dilungato oltre 15 minuti, ma sempre in tempi contenuti. Va altresì precisato, che la commissione dei capigruppo aveva stabilito che il  tempo per gli interventi per i rappresentanti non istituzionali invitati alla seduta dovevano essere contenuti in tempi ristrettissimi, circa 5 minuti, anche in considerazione del fatto, che la durata della seduta non poteva protrarsi per un lunghissimo periodo tenuto conto delle limitazioni Covid-19”.


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