Sicilia, sì a tettoie e gazebo senza autorizzazione, basta non utilizzare cemento e mattoni

Con la sentenza n.275/2020 del 23 ottobre: «è possibile affermare che, limitatamente alla Regione siciliana, le chiusure di "terrazze" e "verande", di superficie inferiore a 50 m², non necessitano di autorizzazione o di concessione purché "precarie"».

tettoia

Sì alla costruzione di tettoie senza permesso a patto che non venga utilizzato il cemento. Il Consiglio di giustizia amministrativo ha infatti specificato che le regole su tettoie e gazebo vigenti sul territorio italiano, non vengono applicate in Sicilia in forza ad una speciale norma derogatoria: essa consente di escludere la richiesta di permessi o autorizzazioni per la realizzazione di tettoie fino a 50 mq di superficie coperta.

Il fatto nasce a Milazzo

La storia è quella di un milazzese costretto a rimuovere la tettoia realizzata al settimo piano di un fabbricato. La causa è data dall’assenza di un’autorizzazione del Genio civile. In virtù di ciò, il Consiglio di giustizia amministrativo dà ragione al Comune.

La sentenza

Ma con la sentenza n.275/2020 del 23 ottobre: «è possibile affermare che, limitatamente alla Regione siciliana, le chiusure di “terrazze” e “verande”, di superficie inferiore a 50 m², non necessitano di autorizzazione o di concessione purché “precarie” e purché venga rispettata la procedura dettata dalla stessa norma». Questa “concessione” è dettata dall’ art.20 della legge regionale n.4/2003, la quale delibera che «sono da considerare strutture precarie tutte quelle realizzate in modo tale da essere suscettibili di facile rimozione».

Il testo della sentenza continua affermando: «La testuale lettura della norma induce a privilegiare la valutazione dei metodi e dei materiali usati nella realizzazione delle opere per poterle qualificare come precarie». Una concessione dettata dall’utilizzo dei materiali utilizzati per la realizzazione dell’opera. «Difficilmente, difatti, una tettoia che, in base al disposto dell’art. 20, può essere realizzata senza autorizzazioni o concessioni urbanistiche fino a un’estensione di 50 m², potrebbe essere considerata rispondente alle disposizioni in materia di sicurezza pur senza essere stabilmente ancorata al suolo».

La “precarietà” «è ancorata esclusivamente al concetto di “facile rimovibilità” (e non anche a quelli di “funzionalità occasionale”, di “destinazione urbanistica” e/o di “instabilità strutturale”, “stagionalità” o “temporaneità”), dovendo pertanto restare escluse dall’ambito di operatività della deroga introdotta dalla predetta norma speciale – pur se strumentali alla copertura di verande o balconi, alla chiusura di terrazze (di collegamento o meno, ed in tal caso non superiori a 50 m²) ed alla copertura di spazi interni (cortili, chiostrine e simili) o “aperti almeno da un lato” – le strutture in muratura o in laterizi (o comunque ancorate definitivamente mediante l’uso di leganti cementizi o derivati) e quelle non smontabili e non rimovibili se non mediante attività demolitoria a carattere distruttivo».


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