Sicilia, la nuova ordinanza di Musumeci per arginare l’esodo di Natale

La nuova ordinanza di Musumeci per arginare l’esodo, tamponi rapidi anche in porti e stazioni ferroviarie.

Sicilia

La regione corre ai ripari con una nuova ordinanza del governatore Nello Musumeci. Ci sarà l’obbligo di sottoporsi al tampone per tutti coloro che torneranno in Sicilia per le feste natalizie. Questa volta i tamponi verranno effettuati non solo a gli aeroporti, ma anche nelle stazioni per chi arriva via treno e nei porti per chi arriva via nave. Il probabile esodo verso la Sicilia porta certamente ad un aumento dei contagi sull’isola. Ciò porterebbe terribili conseguenze per il mese di Gennaio, con il rischio di una terza ondata.

E’ previsto, infatti, un ritorno di migliaia di persone nell’Isola, tra chi torna per le feste coi parenti e magari qualche turista. Fino al 20 Dicembre sarà, un liberi tutti, poi entrerà in campo il divieto previsto dal Dpcm del Governo. Stop alla mobilità tra le Regioni fino al 6 Gennaio.

il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha inviato una lettera ai prefetti chiedendo di sensibilizzare le forze dell’ordine nei controlli puntuali e stringenti. Il ricorso alla multa solo nei casi in cui ci sia resistenza o palese disprezzo delle regole. Per queste feste sono stati autorizzati straordinari per 70mila addetti alla pubblica sicurezza. Si raccomanda un invito al rispetto delle prescrizioni.

 

La lettera del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese

«Il rischio di un nuovo esodo verso il Sud è un fatto reale, che non può non destare preoccupazione. Per questo ho ritenuto di chiedere al CTS di valutare alcune misure di contenimento e sorveglianza sanitaria, che vorremo condividere anche con il ministero della Salute. Anche la Sicilia , come già deciso a livello centrale, vuole evitare il rientro per la visita ai parenti o anche quello turistico, stavolta, contrariamente a quanto avvenuto in estate.

C’è  un sostanziale miglioramento in Sicilia e si inizia finalmente a vedere una progressiva regressione della pressione sulle strutture ospedaliere. Non possiamo, quindi, rischiare di far correre di nuovo il virus per comportamenti individuali che appaiono improntati a superficialità. Lo dobbiamo alle tante vittime che abbiamo avuto e alla straordinaria passione con cui migliaia di operatori hanno adempiuto con professionalità alla loro missione di vita».


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