Sicilia, imprenditori contro Musumeci: “Dimentica gli artigiani, non eroga i prestiti per avviare le attività. Rischiano di fallire”

Se non si muore di Covid si perisce perché dimenticati dal governo regionale

Stefano Ruvolo, alla guida della confederazione che raggruppa 150mila imprese in tutta Italia e 28mila in Sicilia, punta il dito sulla Crias, la Cassa regionale per il credito agli artigiani siciliani: “Hanno già fatto i loro investimenti – sottolinea – e rischiano i fallimenti per le mancate erogazioni di quanto dovuto”.

La Crias ammette ritardi ma spiega: “Adesso stiamo procedendo spediti. A questi si aggiungono 8 milioni del finanziamento per la crisi Covid, ai quali a breve si aggiungeranno altri 40 milioni previsti dall’assessorato alle Attività produttive”

 

 

 

 

 

 

 

Anche il responsabile zonale Messina/Milazzo ha pubblicato un comunicato con il proprio punto di vista.


«Talvolta penso che questa giunta regionale sia peggio di quella precedente. Per esempio, la Cassa della Regione siciliana che dovrebbe aiutare le aziende artigiane è sostanzialmente ferma da un anno, con le domande di finanziamento presentate nel 2019 ancora in attesa di risposta. Peccato che, nel frattempo, gli artigiani che hanno già fatto i loro investimenti rischiano i fallimenti per le mancate erogazioni di quanto dovuto». Lo denuncia il presidente di Confimprenditori Nazionale, Stefano Ruvolo che sottolinea «i prestiti all’1% che servono agli artigiani per avviare le attività, per acquistare beni strumentali e attrezzature sarebbero anche un mezzo efficace, se solo venissero erogati. Chiediamo che venga alimentato il fondo di rotazione – prosegue Ruvolo – perché qui è un anno che non si vede la luce. È finito il tempo degli annunci e degli spot. Tanto più che non si tratta di finanziamenti a fondo perduto, ma di prestiti, quindi cosa sta aspettando il governo regionale? Se non si muore di Covid si perisce perché dimenticati dal governo regionale. Noi siamo ancora in attesa di una convocazione da parte dell’assessore competente e del Presidente regionale, così da arrivare ad una soluzione immediata» conclude il presidente di Confimprenditori lanciando una provocazione «se non ci ascoltano, come rappresentanti degli imprenditori, possiamo affermare di essere disposti a consegnare le chiavi delle nostre attività e a prenderci una delle barche dei migranti e a fare il tragitto inverso per andarcene dalla Sicilia».

 

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