Scoperte nuove lettere risalenti alla seconda guerra mondiale: provengono dal fronte russo

Continuano i ritrovamenti di lettere militari provenienti dai fronti della seconda guerra mondiale. Questa volta tocca al fronte russo. Spada: "Lettere dal valore inestimabile. È stato ricostruito un tragico destino".

Lettere

La notizia del ritrovamento delle lettere provenienti dalla prigionia in Egitto, scoperte dallo storico Marco Spada, ha creato un eco non indifferente. Nella giornata di ieri è avvenuto un altro rinvenimento di lettere militari, questa volta provenienti dal fronte russo. Dopo aver effettuato una prima perizia, il dott. Spada ha dichiarato:

“Si tratta di lettere dal valore inestimabile. Non si può certamente compiere un paragone storiografico con quelle ritrovate precedentemente poiché la bibliografia sulla campagna di Russia è sterminata, mentre sui campi di prigionia inglesi si è sempre voluto gettare un velo di oblio. In queste lettere viene messa in risalto la sofferenza indotta dalle terribili condizioni climatiche lungo il gigantesco fronte che vide contrapposte due culture, due tradizioni totalmente differenti, due modi di vedere il mondo diametralmente opposti. Il fante in questione non ha avuto la stessa fortuna di Giuseppe, ovvero il soggetto del precedente ritrovamento. La cattura da parte dei russi e il conseguente imprigionamento nei gulag lo condusse alla morte in poco tempo. Fortunatamente la famiglia è riuscita a ricostruire il suo triste destino, ma soltanto dopo l’apertura degli archivi russi in seguito alla caduta dell’Unione Sovietica”. 

Sono circa una cinquantina le lettere ritrovate, le quali verranno sapientemente custodite dalla famiglia Nastasi.

“Mi sento in dovere di ringraziare la signora Cecilia Catanese – ha aggiunto Spada-, la quale ha il merito di aver ritrovato queste lettere e di avermi edotto su alcuni particolarismi dialettali che non conoscevo. Sono felice che l’eco del ritrovamento del mese scorso abbia stimolato molte persone nella ricerca di queste preziose testimonianze di un tempo che ci appare fin troppo distante, ma che in realtà è più vicino di quanto si possa pensare. I suoi effetti li percepiamo tutt’oggi”. 


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