Reddito di cittadinanza, 102 denunce tra Messina e il comprensorio milazzese

Il reddito di cittadinanza si è rivelato un flop clamoroso. Oltre alla sua mancata efficacia, continuano a crescere le denunce per indebita percezione

Reddito di cittadinanza

Il clamoroso fallimento del reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è stato un flop clamoroso. Quest’anno spenderemo per il reddito poco più di sette miliardi di euro. Circa 2,3 milioni di famiglie lo percepiscono, per un assegno medio di 564 euro.  La legge prevedeva che questa montagna di persone potesse svolgere lavori socialmente utili: praticamente nessun Comune è riuscito a mettere in piedi un progetto decente. Sul fronte della formazione di nuove professionalità, occorre dire chiaramente, che il dato (opaco) di lavori ottenuti dal sistema reddito-agenzia per il lavoro è pari a zero.

Il reddito, per i suoi numerosi affezionati, sta funzionando perché in questo momento aiuta i più deboli. Falso. Aiuta alcuni deboli, e per di più secondo criteri arbitrari e logiche perverse. È così necessario oggi aiutare un venticinquenne senza casa e reddito, posta la limitatezza delle risorse, e non un padre di famiglia cinquantenne che ha perso il lavoro e che – possedendo una casetta e forse un’auto – non è finanziabile? Con il paradossale effetto che il primo è dissuaso nell’inventarsi un lavoro, e il secondo è disperato e pronto a fare di tutto.

Il reddito di cittadinanza è figlio di una follia partorita da Grillo in persona. È un’utopia post marxiana, in cui si redistribuisce una sorta di dividendo delle rendite che poche grandi società realizzerebbero, per via dell’intervento statale.

Aumentano i deferimenti e le denunce per percezioni indebite

I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina con l’ausilio del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro hanno denunciato in stato di libertà 102 persone ritenute responsabili di aver percepito indebitamente l’assegno del reddito di cittadinanza. I Carabinieri della compagnia di Milazzo hanno deferito complessivamente 14 persone, 9 uomini e 5 donne. Si tratta di 3 soggetti residenti a Torregrotta, 2 uomini a Pace del Mela, altri due individui nell’isola di Lipari, una persona a Rometta Marea ed una a San Pier Niceto. Sono stati tutti denunciati per aver omesso di comunicare l’applicazione nei loro confronti di una misura cautelare.

Nel centro mamertino, a Spadafora, a Rometta Marea ed a San Filippo del Mela sono state deferite 5 donne conviventi con persone sottoposte a provvedimento cautelare. Avevano già incassato complessivamente 624 mila euro, senza averne diritto. C’era chi non aveva attestato di essere sottoposto a una misura cautelare come testé detto, in carcere o ai domiciliari. C’era chi aveva un reddito superiore. E chi aveva dichiarato falsamente di risiedere in Italia.

La normativa sul reddito di cittadinanza – ricordano i Carabinieri del comando provinciale – prevede che i richiedenti al momento della presentazione della documentazione sono obbligati a comunicare all’Inps l’eventuale presenza di cause impeditive, oppure, dopo l’erogazione del sussidio, a comunicare sopraggiunte cause ostative, come le misure cautelari coercitive personali, o variazioni della propria condizione economica“.

 


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