Politica, nuove votazioni e vecchi problemi

Le conseguenze dell’ultima crisi di governo richiameranno anticipatamente gli italiani alle urne il prossimo 25 settembre

Le conseguenze dell’ultima crisi di governo richiameranno anticipatamente (vecchie abitudini) gli italiani alle urne il prossimo 25 settembre, per una nuova votazione.

L’impossibilità di creare una maggioranza stabile ha portato, infatti, ad una scelta inevitabile: crisi di Governo e conseguente conclusione anticipata della legislatura in corso, nella quale vi erano comunque già stati molteplici “via-vai” (Governo Conte I 2018-19, Governo Conte-bis 2019-2021 e Governo Draghi 2021-22). Non è tuttavia una novità! Il problema delle crisi di Governo conseguenti ad una maggioranza mai duratura ha radici lontane, anzi lontanissime; esso è nato insieme alla Repubblica Italiana e con essa è tutt’ora incredibilmente legato. Infatti, ogni legislatura dovrebbe durare 5 anni ma ciò è accaduto raramente nella nostra Repubblica.

Da quando è in vigore la Costituzione

Si sarebbero dovute alternare circa 25 legislature e, conseguentemente, 25 Governi. Mentre si sta concludendo la 18° legislatura, invece, i Presidenti del Consiglio dei Ministri che si sono avvicendati in Italia, dalla proclamazione della Repubblica ad oggi, sono stati 30 ed hanno presieduto ben 67 Governi, ovvero quasi uno ogni anno!!!!
È chiaro che più di qualcosa non funziona in Italia al momento. Proveremo a comprendere, ora, almeno uno dei motivi per cui l’ingranaggio si inceppa costantemente, senza prendere parte tra i vari schieramenti politici ovviamente.

In questo articolo, oggi, ci concentreremo sul problema della nostra legge elettorale. Questa rappresenta l’insieme delle regole che vengono adottate nei paesi democratici in cui il popolo ha diritto al voto, per trasformare le preferenze dei cittadini in seggi da assegnare all’interno del Parlamento.

Nel nostro sistema elettorale

Attualmente in vigore la Legge Rosati, detta Rosatellum, la quale prende il nome dal suo relatore (Ettore Rosati), ed è andata a sostituire le leggi elettorali precedenti (Italicum e Porcellum). Si tratta di un sistema elettorale misto, nel quale l’assegnazione dei seggi funziona tramite meccanismi misti sia dei sistemi maggioritari che di quelli proporzionali.

Al momento,

la composizione della Camera dei Deputati è di 630 membri, così ripartiti: 73 Forza Italia, 37 Fratelli d’Italia, 53 Insieme per il Futuro, 32 Italia Viva, 131 Lega, 10 Liberi e uguali, 97 Movimento 5 Stelle, 97 PD, 100 Misto, di cui 14 Alternativa, 7 Azione + Europa Radicali Italiani, 5 Centro Democratico, 11 Coraggio Italia, 5 Europa Verde, 5 Maie Psi, 4 Manifesta, Potere al Popolo partito della rifondazione comunista-sinistra Europea, 4 Minoranze Linguistiche, 5 Noi con L’Italia, 11 Vinciamo Italia e 29 Deputati non iscritti ad alcuna componente.
La composizione del Senato della Repubblica, invece, è di 321 membri, suddivisi così: 50 Forza Italia, 21 Fratelli d’Italia, 11 Insieme per il Futuro, 15 Italia Viva, 61 Lega, 62 Movimento 5 Stelle, 39 PD, 8 Per le Autonomie, 13 Uniti per la Costituzione, 39 Misto e 2 Senatori a vita, non appartenenti a gruppi.

Appare evidente

che in uno Stato come il nostro, in cui vige il sistema dei partiti di massa, tenere una soglia di sbarramento pressoché inesistente (3%) dovrebbe sì permettere un’ottima rappresentanza anche degli interessi che coinvolgono piccole porzioni di territorio e piccole collettività (strumento quantomai opportuno ma che potrebbe essere sostituito con un meccanismo che non andrebbe a ledere le minoranze), ma costa una suddivisione microscopica del Parlamento, rendendo impresa quantomai titanica il raggiungimento di una maggioranza stabile, senza che si ricorra ad accordi forzati fra le diverse forze politiche.

Dall’avvento della Costituzione ad oggi

è prassi la ricerca di accordi tra diverse coalizioni che si promettono favori e reciproci scambi di “poltrone” per formare il Governo, pronti poi a “ricattare” l’altra parte appena non si è d’accordo con l’indirizzo politico proposto; il passaggio successivo è una nuova crisi e il nuovo approdo alle urne. Riaffiora più che mai ora, in mente, l’immagine del cane che cerca di mordersi la coda, simbolo di un circolo vizioso infinito.

Infatti, tale sistema sembra essere privo di soluzione. Gli italiani sono ormai sfiduciati e si tende sempre più a distaccarsi dalle dinamiche politiche, complici i crescenti malcontenti nel Paese, la cui conseguenza è una sola: l’Astensionismo!!!

Nostradamus, scusa ma credo che stavolta non servirà la tua previsione…

A cura del Dott. Felice Imbesi


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