“Omero razzista”, via l’Odissea dai libri di testo americani. L’ultima follia della cancel culture

Questo movimento di terroristi della cultura è già arrivato in Europa. L'Occidente è vittima del politicamente corretto e si autocensura su parecchi argomenti. Il futuro della nostra cultura è in grave pericolo. 

Omero

“Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini”

Sono molto orgogliosa di dire che quest’anno abbiamo rimosso l’Odissea dal curriculum!“, dichiara Heather Levine, che insegna alla Lawrence High School nel Massachusetts. È il Wall Street Journal a raccontare l’ennesima follia della cancel culture americana. Lo slogan è sempre lo stesso: #DisruptTexts. Questi fanatici psicotici provengono dalle categorie più disparate: ideologi della storia critica, insegnanti, burocrati scolastici e agitatori via Twitter. Con le loro campagne oltre il limite del grottesco stanno purgando i classici, da Omero a Francis Scott.

Questi folli invocano la proibizione di ogni capolavoro letterario non conforme su genere e razza. Secondo il loro sub-pensiero, poiché di “Untermesch” si tratta, Omero sarebbe il capostipite della “mascolinità tossica“. “È una tragedia che questo movimento anti intellettuale stia guadagnando terreno tra gli educatori e l’industria editoriale“, afferma lo scrittore di fantascienza Jon Del Arroz. La censura si sta propagando ovunque in modo tremendamente pericoloso.

La parola d’ordine l’abbiamo già definita prima. Volendo parafrasare una famosa dichiarazione, “essa già trasvola ed accende i cuori, dagli Appalachi al mar Mediterraneo“. #DisruptTexts è una sorta di neo Indice dei libri proibiti, declinato secondo le follie antirazziste e filo Lgbt.

Il “Bücherverbrennungen” dei giorni nostri colpisce anche Omero

L’insegnante di inglese di Seattle, Evin Shinn, ha recentemente dichiarato che “preferirebbe morire” piuttosto che portare in classe La lettera scarlatta, a meno che il romanzo di Nathaniel Hawthorne non sia usato per “combattere la misoginia“. Nel tritacarne finisce anche Mark Twain con il suo Huckleberry Finn, intriso di “schiavismo e ignoranza“. Insomma, si applica uno schema (errato già nella versione marxista del materialismo storico) secondo cui i contenuti e i toni dei capolavori del passato vanno giudicati in base al sessismo, al razzismo e al patriarcato oggi condannati.

Quindi dalle scuole devono assolutamente sparire, secondo loro, opere dal valore universale, le quali attraversano epoche e costumi morali. Tutto questo per fare posto ai libri gender, “troppo poco presenti e oggetto di censura“. Il mondo dei social si sta incanalando sempre di più verso questa pericolosissima strada. O la pensi come loro o meriti di essere cancellato. Non vi ricorda qualcosa di già accaduto nella nostra storia?

Secondo questi folli psicotici, Omero è anche razzista. Difatti descrive i suoi eroi come uomini dalla pelle bianca e dai biondi capelli. E allora dove non arriva Netflix, con il suo Achille africano, arrivano i professori di #Disrupttexts. Ciò che più fa rabbrividire è il programma della loro “mission“, difatti – all’interno di essa – si denota come loro stessi si dichiarino contro ogni forma di censura. Pazzesco. Oltre al danno, anche la beffa.

I punti del programma-delirio

Sono fondamentalmente quattro i punti programmatici di questo gruppo di invasati che vorrebbe distruggere l’istruzione USA. Il primo, interrogarsi continuamente sui nostri pregiudizi e il modo in cui questi condizionano il nostro pensiero. Ancora, mettere al centro della letteratura quella afroamericana, quella indigena e quella degli altri “colori“. Terzo, applicare le lenti della critica letteraria (i pregiudizi della cancel culture) alle pratiche di insegnamento. Quarto e ultimo, lavorare in comunità con altri educatori antirazzisti, in particolare neri, indigeni e di altre etnie.

Questo movimento di terroristi della cultura è già arrivato in Europa. L’Occidente è vittima del politicamente corretto e si autocensura su parecchi argomenti. Il futuro della nostra cultura è in grave pericolo.


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