Milazzo, vince il compromesso tra prudenza e negozi: ma i centri commerciali?

Milazzo al centro delle preoccupazioni della politica per i tanti casi di contagio da covid, tuttavia la linea restrittiva è stata più ponderata

Nell’aria si era accennato a una zona “rossa” pensata per Milazzo con un coprifuoco anticipato alle 19. Dopo il confronto con i negozianti del centro è prevalsa la linea della prudenza ma non del “deluchismo”. Acquisti consentiti, negati gli assembramenti attraverso la chiusura delle piazze e delle principali vie del centro. Si potranno attraversare le piazze solo per andare a fare acquisti.

Una linea a metà strada dunque, giustificata dai tantissimi casi di contagio, tra i più alti in Sicilia, nella sola Milazzo. Non si è però voluto mortificare l’attività commerciale, così come avvenuto a Messina città con la chiusura di tutti i negozi secondo quanto previsto da Cateno De Luca.

Il problema emerge invece per i centri commerciali dove insistono importanti assembramenti. Queste grandi aree “private” non sono soggette ai controlli consueti che il centro cittadino subisce e rischiano di diventare una zona franca nonostante le tiepide misure all’ingresso.

Il momento è critico ma dato che il covid è ormai una realtà con cui dovremo fare i conti con tutto il 2021 – o per almeno il primo trimestre – sull’onda di quanto già successo per il 2020, non ci si può permettere uno stop totale per le attività commerciali. In Italia hanno chiuso nel 2020 più di 240 mila aziende per le conseguenze legate al lockdown e alle misure restrittive anti-covid. In Sicilia si è perso, secondo il Defr, più di 20 punti percentuali per il prodotto interno lordo (eravamo già ultimi in Europa). Una vera ecatombe economica.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo