L’orba Palermo senza Letizia Battaglia

Nomen omen. Letizia Battaglia e il suo continuo impegno civile per Palermo resteranno impressi nella nostra mente come i suoi storici scatti

Letizia Battaglia

Si ottenebra Palermo, città natale di Letizia Battaglia. Calano le tenebre sul nostro capoluogo, da sempre in chiaroscuro per le vicende che tutti conosciamo.  Quando un pezzo della nostra storia muore, difficilmente riusciamo a passarci sopra facendoci inghiottire dalla velocità del mondo contemporaneo. In Sicilia la vita è diversa. Essa non corre come una pellicola cinematografica, ma si sofferma spesso nella contemplazione di uno scatto. Sarà colpa dei nostri paesaggi dai tratti mitologici o saranno i crimini che abbiamo subito negli ultimi decenni, i quali ci hanno condotto ad una battaglia esistenziale?

Questi ultimi sono stati immortalati dal genio fotografico di Letizia Battaglia. Fatti, misfatti e crimini sono passati dai suoi rullini per poi essere sviluppati tra i retrobottega degli esperti, le aule di tribunale e i libri di storia. Si sentiva prigioniera nella sua stessa città, quella Palermo che stava conoscendo l’abusivismo edilizio a piè sospinto e la progressiva sostituzione dell’Onorata società con la nuova mafia corleonese. Per lei Milano avrebbe rappresentato il vero trampolino di lancio. Pasolini, il saggio della libertà ad ogni costo la quale mancanza oggi si fa sentire, fu il suo primo soggetto.

Poi l’incarico datole dal direttore del giornale L’Ora, Vittorio Nisticò, di fotografare Palermo e di farne una vera e propria cronaca. A lei dobbiamo il “racconto” delle deposizioni di Buscetta a Falcone e dell’omicidio di Piersanti Mattarella. Una fotografa della morte, del degrado nostrano, della liturgia struggente dell’Apocalisse palermitana. Viveva quotidianamente a pochi passi dal sonno eterno, tra il continuo impegno civile per Palermo e la sua malattia che se l’è portata via stamane. Sarà indimenticabile il suo coraggio e la sua sensibilità drammatica, doti introvabili al giorno d’oggi dove ogni scatto è funzionale alla narrazione dominante.

Il bianco e nero delle sue fotografie esplicava la sua volontà di rappresentazione del lutto continuo nel quale versava Palermo. Ma visti i risultati odierni, il verbo al passato andrebbe reso al presente. Grazie Letizia Battaglia. Nomen omen.

 


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