Le probabili elezioni anticipate sono un problema tutto italiano

Le elezioni anticipate fanno paura. Il dubbio è che la paura sia ancora una volta strumentalizzata perché dietro si cela l'ansia da sondaggi...

La crisi di governo che si è aperta in questi giorni e che vede un lungo braccio di ferro tra renziani e lealisti di Conte ha già visto l’astensione dei ministri di Italia Viva sul testo del recovery fund. Con molta probabilità Conte andrà in aula – come già avvenuto con Salvini – per dimostrare di avere i voti dei sostituti senatori della parte renziana del governo.

Un manipolo di responsabili – si vocifera anche di pezzi di Forza Italia – che dovrebbe consentire al governo di galleggiare un altro po’. Quando si tratta di mollare la poltrona si sa che i falegnami si trovano. Ma quanto potrebbe comunque durare un governo di questo tipo, già nato viziato per la compresenza di due parti politiche non allineate storicamente?

Il problema del ritorno alle urne è solo italiano. Il mainstream, l’egemonia culturale dei giornali moderati così come gran parte di chi teme il risvolto della democrazia – quindi un governo sovranista Meloni-Salvini – vorrebbe evitare queste elezioni con l’excusatio della pandemia covid-19. Ma perché solo in Italia la pandemia rappresenterebbe un problema per la democrazia?

In piena pandemia hanno votato gli americani scegliendo Biden (lì la sinistra ha esultato invece che condannare le pericolose elezioni), In Europa, elezioni municipali si sono tenute in Francia tra le polemiche, il primo turno il 15 marzo e il secondo turno il 28 giugno in 4 mila comuni, segnate da una netta ascesa del partito dei Verdi. Il 24 gennaio, ci saranno invece le elezioni del presidente della Repubblica del Portogallo. Il 12 febbraio si voterà per il rinnovo del Parlamento in Catalogna, per il quale si sta già votando per corrispondenza fino al 4 febbraio. In primavera ci sarà inoltre l’elezione presidenziale in Kosovo. Anche in Bulgaria doppie elezioni: il 28 marzo le parlamentari mentre in autunno le presidenziali. In Olanda invece si terranno le elezioni legislative il 17 marzo.

Per importanza forse la tornata elettorale in Europa più rilevante nel 2021 sarà quella in Germania. I tedeschi andranno alle urne il 26 settembre per decidere il successore di Angela Merkel e la composizione del nuovo Parlamento federale, ma prima sono previste sei elezioni regionali nei laender (14 marzo nel Baden-Wuerttemberg e nella Renania-Palatinato, il 25 aprile nella Turingia, il 6 giugno in Bassa Sassonia, il 20 giugno quelle per il rinnovo del Bundestag e nel Meclemburgo-Pomerania anteriore).

Si vota e si è votato in decine di Paesi a cavallo tra 2020 e 2021. Ecco la lista pubblicata dall’Agi disponibile qui.

E chi è in quarantena? Si applica lo stesso regolamento già attuato durante il referendum di settembre. Si, perché molti non ricordano volutamente ma in Italia si è già votato in mezzo alla pandemia, oltre alle elezioni comunali, si sono verificate le elezioni nazionali per il referendum sul taglio dei parlamentari. Per i cittadini aventi diritto (ma in quarantena) si è proceduto, comune per comune, alla raccolta dei voti per domicilio.

Un addetto di un seggio speciale pre-costituito passava nelle case dei cittadini in quarantena a raccogliere la scheda elettorale. Organizzandosi per tempo, da qui a maggio – prima finestra utile – non sarà certamente impossibile gestire i voti in quarantena. Ma si sa, in Italia si riesce a far polemica anche sulla democrazia. Sempre che, sondaggi alla mano, la sinistra non sia in vantaggio sul centrodestra… Ancora una volta gli USA hanno fatto scuola.


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