L’analisi del voto: ecco i grandi esclusi nel “nuovo” consiglio di Milazzo

Molti i candidati già uscenti che però non trovano la riconferma. Tra essi nomi pesanti anche in termini elettorali: un rebus che avrà delle conseguenze.

15 su 25 sono stati riconfermati, due erano già stati consiglieri comunali, uno è già stato Sindaco e un altro assessore. In pratica il “nuovo” Consiglio Comunale di Milazzo sarà un remake dei trascorsi 20 anni di politica milazzese in seno alle istituzioni.

Se molti, tanti, sono stati riconfermati, pochi pochissimi sono le new entry: Danilo Ficarra, Antonio Amato e Santina Sgrò in quota giovani. Ci sono poi altri di cui nessuno parla: ossia le riconferme mancate. Le bocciature oppure i “trombati” come si usava scrivere talune volte. Noi preferiamo chiamarli i “grandi esclusi” di questa competizione, a torto o a ragione, le regole della legge elettorale sono molto severe: spesso si vince con meno voti e spesso si resta esclusi con tantissimi voti.

I nomi dei big rimasti fuori

Simone Magistri, Gianfranco Nastasi, Fabrizio Spinelli, Francesco Coppolino, Giovanni Di Bella sono i consiglieri uscenti che guidano questa “cordata” di grandi esclusi dalla nuova aula consigliare. Nonostante insieme spostino qualcosa come più di mille voti, non ce l’hanno fatta. La beffa è che molti di essi sono anche “Grandi Signori del voto” come vengono definiti a livello manualistico dagli spin doctor. Ossia godono di una percentuale di voti per lista superiore al 2%. In altre parole spostano masse di voti importanti anche ai fini del complessivo dato di lista.

Giovanni Di Bella – assessore uscente – e Gianfranco Nastasi – Presidente del Consiglio uscente – su tutti. Per quest’ultimo poi, trova riscontro la “maledizione del Presidente“: l’uscente infatti non solo non centra la riconferma “da Presidente” ma molto spesso resta fuori dall’aula. Paola Abbagnato, Gaetano Nanì, Franco De Gaetano e Pietro Formica chiudono il cerchio degli esclusi, questi però “annunciati”, secondo i bookmakers più spietati.

Il trombato per eccellenza

Ma c’è un campione di “esclusione” da queste elezioni. Il vero sconfitto, tra tutti i candidati dati per “forti” è lui: Carmelo Torre. Dimessosi in extremis da Assessore della giunta Formica, ha dapprima creato un movimento attorno al suo nome all’interno di Fratelli d’Italia che lo vedeva candidato Sindaco, poi stravolto dai dicasteri maggiori del partito, infine abbandonato. In quella lista arriva addirittura terzo vedendosi strappare il traguardo da Nino Italiano (consigliere uscente vicino a Forza Italia). Per Torre, dopo tanti anni da ballerino di maggioranze e trasformismi politici, la batosta più grande.


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