La strategia della linea dura diventa un boomerang: Cateno De Luca in difficoltà

Il dietrofront sull'ordinanza diventa un caso politico. Il Sindaco di Messina De Luca incassa una bocciatura pubblica per una strategia che non convince più

Quando un Sindaco gioca a fare il Ministro, questo è il risultato. Insulti cacofonici, prese di posizione contro nemici indiretti e diretti, un gioco al massacro su chi alza di più la posta. Ma alla fine Cateno De Luca resta solo. Come il protagonista di un libro di Kafka il “Sindaco della linea dura” resta compresso tra i diktat regionali e governativi, stavolta però, non senza responsabilità.

A furia di insultare tutti è rimasto solo, accorgendosi di non essere Napoleone Bonaparte ma un uomo delle istituzioni. Il suo dietrofront per l’ordinanza dell’11 gennaio – zona rossa Messina – somiglia a una Waterloo, una disfatta preannunciata.

Sia l’errore dell’atto, che non era un piccolo dettaglio ma mutava il senso stesso dell’ordinanza, che le altre incongruenze del provvedimento, causano nel corso della notte e lunedì 11 gennaio, ovvero entrata in vigore della zona rossa, confusione e sconcerto in tutte le categorie.

Nel giro di 24 ore protestano tutti, dai consiglieri comunali di ogni gruppo consiliare alle associazioni di categoria che dicono di essersi trovati davanti un provvedimento diverso da quello a loro annunciato. L’assessore Razza invita al sindaco a rivedere il provvedimento e M5S, Pd, Cgil, Uil chiedono l’intervento della prefetta Librizzi. Nel frattempo c’è il caos oltre al malcontento delle categorie colpite dalle chiusure annunciate dal 15 gennaio. Ed anche nelle dirette facebook del sindaco spuntano i primi commenti negativi.

Cateno De Luca questa volta l’ha fatta grossa tra deliri e schiamazzi, sono arrivati i primi segnali di una crepa che si è aperta nella sua strategia. Dai commercianti ai cittadini, gettati in pasto a una confusione senza rimedi. Da due giorni Messina è zona rossa, così come stabilito da Musumeci e sarà così fino al 31 gennaio anche per altre città dell’Isola. Continuano i morti e i contagi. Era prevedibile, lo sapevano tutti. Ma le dirette e le urla ormai non fanno più notizia. C’è solo paura e stanchezza e poca comprensione da parte di chi, solitamente, dovrebbe mantenere l’ordine e la disciplina.


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