La pilotina “ognitempo” a Lipari: nuovi dettagli sulla morte di Visalli

Una ricostruzione può essere fatta partendo dai testimoni e dalle dichiarazioni di un parente. Troppe incongruenze emergono da una prima serie di ipotesi

Si tratta di una imbarcazione in grado di affrontare ogni mare, detta appunto “pilotina ognitempo“. Di istanza alla Guardia Costiera di Lipari, questa, secondo alcuni esperti, avrebbe certamente consentito, se fosse stata a Milazzo, un intervento via mare che avrebbe evitato quello via terra.

Il soccorso via mare “interrotto”

Il sottufficiale Visalli non si è “buttato” come descritto da molti giornali anche importanti e non si è neanche avvicinato da una nave. Visalli si trovava sulla motovedetta impossibilitata a effettuare il periplo del Capo a causa del mare forte. Tornati indietro sono intervenuti dalla spiaggia. Senza gli attrezzi adeguati l’unica cosa da fare – eroicamente – era quella di provare ad avvicinare il malcapitato con una corda e un salvagente.

Il racconto dei testimoni sulla spiaggia

Andranno ovviamente capiti i dettagli ma dall’intervista del cognato di Visalli, rilasciata a Live Sicilia, emergono senz’altro delle ricostruzioni preoccupanti (dettati anche dalla rabbia e dal dolore) sulle attrezzature a disposizione della Guardia Costiera. Senza la pilotina ognitempo diventa impossibile compiere questi salvataggi. L’unica alternativa per provare a salvare il ragazzo, era aiutarlo dalla spiaggia. Noi stessi abbiamo filmato un militare della Guardia Costiera immerso con tutte le gambe in mare con il salvagente.

Cosa è accaduto realmente

I testimoni raccontano di un’onda che ha inghiottito Visalli mentre questo provava a lanciare il salvagente avvicinandosi alle onde. Forse un cavallone imprevisto, una furia precipitosa. Visalli non emergerà per qualche minuto. Poi la sua sagoma con la schiena verso il cielo, senza sensi. Un militare ci racconta che con un giubbino e una corda si sarebbe potuto salvare. Ma il suo coraggio è stato più forte di qualunque tipo di analisi strumentale. Quel ragazzo andava salvato, avrà pensato.

Le critiche sui social

Alle aspre polemiche che vedono da un lato gli accusatori dei ragazzini considerati sprovveduti e irresponsabili – anche per quello che hanno postato via social subito dopo – e chi invece ammette la fatalità degli eventi, si fa avanti un’altra verità: così come spesso raccontato in riferimento a volanti e personale, le nostre città sono spesso sottodimensionate in quanto a pattugliamenti e dispiegamenti di forze.

Questo non per colpa dei marinai o dei militari ma perché per troppo tempo si è andato “tagliando” ciò che non andava tagliato. La storia è la stessa, come nella sanità. Sempre meno mezzi, sempre meno risorse. E alla fine resta solo l’eroismo di chi non si occupa di politica ma ha preso l’unica decisione che in quel momento andava presa per salvare la vita di una persona. Una vita per una vita, come scriviamo da due giorni. Una vita che però qualcuno dovrà giustificare.


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