La pandemia in Sicilia tra cattiva gestione e affaristi

La cattiva gestione delle risorse e l'infiltrazione di organizzazioni criminali nell'azienda sanitaria siciliana è stata evidenziata dal Procuratore Albo.

Cattiva gestione

La denuncia del procuratore generale sulla cattiva gestione della pandemia

Il procuratore generale Gianluca Albo ha descritto con una relazione alla Corte dei Conti le due facce della gestione pandemica in Sicilia, ovvero il rischio di ammalarsi e quello di sprecare soldi pubblici. L’emergenza sanitaria è una manna dal cielo per gli affaristi e per la criminalità organizzata, dunque bisogna immediatamente adottare delle contromisure. Secondo Albo servono:

Adeguati meccanismi di monitoraggio sull’affidamento e sul primo impiego delle risorse“.

La Procura regionale ha avviato diverse inchieste: costi esorbitanti per le sanificazioni, perdita di finanziamenti e mancata utilizzazione di strutture per affrontare la pandemia. La sanità siciliana che affronta il Covid è sotto la lente di ingrandimento a causa di una cattiva gestione delle risorse. Solo alcune amministrazioni virtuose si sono  adeguatamente conformate, mentre altre lo hanno fatto obtorto collo. Ad esempio alcune di esse hanno soltanto trasmesso gli atti invece di denunciare il danno erariale.

Soltanto dopo delle specifiche diffide hanno iniziato a conformarsi agli obblighi previsti dal codice di giustizia contabile. L’attacco di Albo prosegue:

L’amministrazione regionale nonostante i plurimi profili di competenza contenuti nella nota interpretativa, non risulta si sia attivata con una regolamentazione generale e necessaria per chiarire le competenze interne ed evitare elusioni o sovrapposizioni in una materia dedicata quale, per la Regione siciliana sicuramente dovrebbe essere, la tutela dell’Erario“.

Numeri impietosi

L’impegno dei magistrati contabili è massimo, ma i numeri sono impietosi. Ciascun pm deve misurarsi con oltre 330 amministrazioni pubbliche. In Sicilia, quando arriveranno le risorse per fare ripartire l’economia, la speranza è che non accada quando sarà già troppo tardi e sarà inevitabile misurarsi con la mafia. Aggiunge Albo:

L’entità delle risorse finanziarie è tale da essere logicamente incompatibile con una gestione illecita occasionale e tale incompatibilità logica diventa insostenibile nei territori, quali la Sicilia, connotati da una criminalità organizzata endemica”.

In ultima analisi, sembra che i principi di economicità e sana gestione finanziaria rimangano riferimenti astratti dell’azione amministrativa e politico-amministrativa della Regione e degli enti dell’Isola”.

Così Albo conclude l’impietosa analisi di una pubblica amministrazione, “a volte omertosa” chiamata ad assumersi le proprie responsabilità sulla cattiva gestione. Oggi più che mai, secondo Albo:

Bisogna dire basta alla logica da passa carte, servono controlli veri che scardinino la metabolizzazione dei procedimenti illeciti”.

 


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