La censura ai tempi del Covid-19: Facebook censura il protocollo del dott. Mondello sulle cure domiciliari

Il dott. Mondello, primario in pensione del reparto di Malattie Infettive del Papardo, è stato il primo medico italiano a creare un protocollo domiciliare. Purtroppo il suo post è stato censurato da Facebook. 

dott. Mondello

Da quel nefasto giorno di marzo ad oggi, 10 novembre, di protocolli ne sono stati redatti fin troppi. Il CTS coadiuvato dal ministro Speranza è intervenuto praticamente su ogni azione della nostra vita quotidiana: dalla scuola ai trasporti pubblici, passando per lo sport e addirittura l’atto sessuale. Nessuno però, tra virologi ed esperti, ha mai preso in considerazione un protocollo per le cure domiciliari.

Neanche le regioni hanno intrapreso questa via per alleggerire il carico sugli ospedali. Difatti le cure domiciliari, oltre a bloccare in tempo gli effetti del Covid-19, permetterebbero ai nosocomi nazionali di prendere una vera e propria boccata d’aria. Ogni giorno veniamo grottescamente martellati con numeri altisonanti sulle terapie intensive e sui ricoveri. Tutto ciò potrebbe essere evitato intervenendo con delle cure domiciliari precoci all’insorgenza dei sintomi.

Il dott. Lorenzo Mondello, primario in pensione del reparto di Malattie Infettive all’ospedale Papardo di Messina, ha studiato a fondo il virus Covid-19 per poi creare un protocollo per le cure domiciliari. Esso si basa sull’assunzione di Betamesone 4mg al giorno per 4-6 giorni, dopodiché si dimezzano le dosi fino al tampone negativo. Insieme ad esso è necessaria l’Azitromicina 500 mg per sei giorni.

Con alle spalle ben 34 anni di servizio in reparto come primario, il dott. Mondello non è di certo l’ultimo arrivato. La sua professionalità, i suoi consigli e il suo protocollo sono stati condivisi da numerosi medici italiani, tra i quali il dott. Francesco Fazio, medico di Medicina Generale. Purtroppo per lui, il suo protocollo postato sul suo profilo Facebook è stato misteriosamente censurato. “Questo post non rispetta i nostri Standard della Community. Non consentiamo informazioni false relative al COVID-19 che possano provocare danni fisici“, ha tuonato Facebook.

Chi segnala i miei post a Facebook, da che parte sta rispetto a etica professionale e interesse per il paziente?” ha scritto poco dopo l’azione di censura il dott. Mondello. Ce lo chiediamo anche noi. Che interessi vi sono affinché codesta terapia non possa essere condivisa sui principali social network, i quali sono l’agorà dei giorni nostri? Le cure domiciliari sono fondamentali e sicuramente più efficaci rispetto ad un nuovo lockdown. 

Purtroppo ci ritroviamo a raccontare l’ennesimo caso di censura da parte dei social network. Essi hanno perso il loro carattere intrinseco per il quale hanno avuto successo: la neutralità. Facebook e il suo compagno di merende Twitter parteggiano per il pensiero unico già da parecchio tempo. Fortunatamente il protocollo domiciliare del dott. Mondello è ormai diffuso ovunque. Come dichiarato da un altro medico impegnato in prima fila contro il Covid-19, tale Matteo Bassetti: “Critica me chi non sa e non fa. Purtroppo in Italia chi comanda, malati ne ha visto pochi“.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo