Italia: ripartire da 0 per arrivare in alto

Dopo la sconfitta con la Macedonia, l'Italia ha l'obbligo di ripartire dal basso puntando finalmente sui giovani. 

Italia: ripartire da 0 per arrivare in alto.  Ormai, la sosta nazionali si è conclusa, tuttavia gli Azzurri e tutto il paese devono ancora smaltire la delusione. Infatti, la sconfitta con la Macedonia rappresenta senza dubbio il punto più basso del sistema calcio italiano. Dopo la partita molti si aspettavano le dimissioni del CT Mancini, che però, ha deciso di mantenere il suo incarico.

La situazione presenta analogie con quanto accaduto dopo la Svezia, nel 2017. Il commissario tecnico infatti si ritrova in mano un gruppo deluso. Questa volta però Mancini dovrà anche tenere conto di tutti i giocatori a fine corso, e dunque dovrà trovare un nuovo 11 titolare.

Infatti, giocatori come Chiellini, Bonucci, Florenzi, Insigne, Emerson Palmieri, Immobile, il più criticato da tutti, e lo stesso Joao Pedro saluteranno definitivamente.  Proprio Insigne e Immobile sono stati accusati dalla stampa come i colpevoli più grande di questa delusione assieme allo stesso CT. Se è vero che la scarpa d’oro non si vince per caso, è anche vero che l’attaccante biancoceleste in nazionale non ha mai espresso il suo potenziale.

Anche Lorenzo Insigne ha le sue colpe. Ceduto a Gennaio al Toronto, contro la Macedonia “O’Scugnizz”è stato l’ombra di sé stesso, e probabilmente ha chiuso così la sua avventura in Azzurro.

Infine anche nella retroguardia sarà rivoluzione, Chiellini e Bonucci ormai hanno una certa età, con il primo che potrebbe ritirarsi già a fine stagione.

L’intero sistema calcio italiano dovrà però essere partecipe di questo nuovo corso. Serve infatti dare più spazio ai giovani italiani provenienti dalla Serie B, dai vivai e ridurre il numero di stranieri, che costituiscono oltre il 50% dei giocatori delle prime 7 squadre del nostro campionato.

Fagioli e Rovella si promettono alla Juve? L'indizio fa impazzire i tifosi Fagioli e Rovella, in Under 21 si sono guadagnati la titolarità fissa, due giocatori da cui ripartire sicuramente. 

I giocatori ci sono, ma molti giovani come dichiarato da Gianluca Scamacca in Italia non hanno la possibilità di sbagliare, e dopo un errore vengono subito bersagliati di critiche. In altri paesi invece non è così, basti guardare in Spagna. 

LaRoja” ha ricostruito il suo centrocampo con un 2003 e un 2004 entrambi titolari nel Barcellona di Xavi, la differenza con il nostro paese è evidente. 

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Adesso l’intera Nazione ha il compito di rialzarsi, il prossimo mondiale deve essere un obbligo, e questa volta non ci saranno alibi.

 


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