Incendi estivi: Sicilia regione più colpita, oltre 8000 interventi

Continuano gli incendi ed aumenta la conta dei danni in Sicilia. Il capo della Protezione Civile Curcio chiede più aiuti per contrastare gli incendiari

Incendi

Oltre 8000 interventi in 40 giorni. Il conto degli incendi in Sicilia è drammatico e continua a salire man mano che le ore passano. Rispetto all’anno scorso si contano il 40% di roghi in più. Le sortite dei Canadair e degli elicotteri ammontano a 1156 tra Calabria e Sicilia. Numeri sconfortanti che ci permettono di capire la gravità della situazione. Danni incommensurabili che devastano l’economia agricola siciliana – e non solo – e distruggono migliaia di ettari di bellezze naturali che ospitano la fauna locale.

Il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, nella trasmissione Morning News su Canale 5, ha raccontato l’andazzo della giornata di ieri tramite l’ausilio dei numeri: “Ieri abbiamo avuto una giornata drammatica, con più di 50 richieste che hanno interessato il Centrosud“. Nelle ultime 24 ore sono stati 357 gli interventi in Sicilia: particolarmente colpite le province di Catania, Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Siracusa.

Nell’isola al momento i velivoli sono impegnati ad Aidone Contrada San Bartolo (Enna) e a Randazzo (Catania). Questa situazione drammatica si ripropone ogni anno, ma lo Stato – il quale prima s’indigna e poi getta la spugna con gran dignità – va avanti soltanto tramite dpcm. In Sicilia, specialmente nella zona nebroidea, bisognerebbe aumentare il personale per sconfiggere la piaga degli incendiari. Adesso ricomincerà la solita cantilena sulla conta dei danni e si riaprirà il dibattito per prevenire tali disastri.

Il nostro bosco è parte della nostra cultura, non dobbiamo ricordarci di lui solo a luglio, agosto, settembre. Ricordiamoci dei boschi e della vegetazione tutto l’anno“, ha aggiunto Curcio. Sulle cause degli incendi, Curcio ha specificato che sono “pochissimi i casi di autocombustione” e che invece è pesante la mano dell’uomo, volontaria o involontaria. Il capo della protezione civile ha definito i responsabili “criminali e in quanto tali vanno controllati e verificati – ha spiegato -. Poi c’è il comportamento involontario, colposo e qualche volta maleducato che provoca tante volte delle situazioni che diventano drammatiche“.

 


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