Il ritorno in disco della musica italiana: ecco i motivi di questo trend

Ne abbiamo parlato con uno storico deejay delle serate italiane nel messinese e ci ha spiegato il perché la musica italiana si trova ovunque in discoteca

Un tempo le “sale da ballo” erano “abitate” solo ed esclusivamente dalla musica italiana cantata. Sia chiaro, parliamo di epoche in cui il lusso massimo del ballare con una donzella era prenderla per una mano, rischiando comunque grosso.

Oggi, nell’epoca dei twerk e tik-tok vari, la musica italiana è molto collassata su sé stessa a ben vedere – anzi a ben sentire – soprattutto per le qualità canore e di sintassi dei nuovi protagonisti. I vari Fedez, Elettra Lamborghini, Boombadash e via discorrendo. La qualità musicale è molto scaduta rispetto ai tempi in cui si ballava Modugno, Tenco e Orietta Berti. Così è se vi pare, per dirla alla Pirandello. Tuttavia nonostante le musiche e i musicanti siano cambiati, i motivi di siffatta approvazione e distribuzione della musica italiana nelle sale da ballo – oggi discoteche e lidi – sono gli stessi.

Ce lo ha spiegato Antonio Napoli, storico dj milazzese e mattatore delle principali serate di musica italiana in provincia di Messina. Il motivo è la socialità. La musica italiana fa socializzare, è bevibile, facile, fa avvicinare le persone perché crea quell’allegria ridondante e contagiosa dell’attimo fuggente.

Per dirla spicciola, è ideale per far divertire le comitive, conoscere gente nuova o avvicinare un amico rompendo gli schemi. Altre musiche da disco, ci viene detto, meno “cantabili”, tendono invece a dissociare. Il rischio, oltre all’omologazione dell’offerta, è di vedere serate “uguali”. Ma oggi l’attenzione musicale è molto calata ed è forse il frutto dell’epoca post-covid dove c’è l’ansia di voler stare insieme a tutti i costi e pazienza se la musica non è qualitativamente bella o variegata. Tutti vogliono l’italiana insomma. Maledetta l’estate…


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