Il Parco dei Peloritani proposto ieri in un convegno: serve davvero?

Tra i numerosi parchi siciliani che vivono enormi difficoltà, l'istituzione di un nuovo parco pone l'accento sulle problematiche reali delle micro-economie

Parco Naturalistico dei Monti e Borghi Peloritani, con questo titolo a Basicò ieri si è tenuto un convegno che ha presentato idee e proposte sull’istituzione di un enorme parco dai Nebrodi fino a Messina e che toccherebbe anche i Comuni della ionica. L’idea parrebbe a un primo sguardo interessante, tuttavia , visto anche i numerosi sindaci intervenuti, qualche dubbio ce lo poniamo.

Istituire parchi pone senz’altro delle questioni rilevanti. Diciamo subito che la provincia di Messina ha un’ampia rete di parchi che si estende nell’entroterra e fino alla costa. Comprimere ulteriormente gli spazi di “economia reale” sarebbe disastroso. Basti pensare ad allevatori e cacciatori.

Una fetta del nostro pil per nulla inconsistente. Il Parco dei Peloritani poi avrebbe diverse zone urbanizzate – se non anche industrializzate – che ne comprometterebbero la sua stessa filosofia. Rispetto ai Nebrodi per esempio, il tasso demografico dei comuni che inglobano i peloritani, è quasi il triplo.

Non sarebbero pochi quindi i disagi dovuti ai vincoli e alle restrizioni imposti da un Parco. Altro tema sono i fondi dei Pnrr. Senz’altro una manna dal cielo per molti territori abbandonati e non sviluppati. Ma per questo non servono parchi o riserve ma una seria programmazione che tenga conto di tutte le caratteristiche del territorio, comprese le micro-economie e le aziende che vivono quel prospetto.

Bisognerebbe anzi investire e aiutare maggiormente i paesi dei Nebrodi che vivono problematiche che non si sono riuscite a superare. Forse, prima di pensare ad altri parchi, bisognerebbe dare dignità a quelli esistenti e che oggi, molto spesso, mancano di fondi e programmazione. O perché sono stati spesi male o perché la politica ha puntato il suo sguardo altrove.


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