“Il coprifuoco è incostituzionale”. Un giudice marchigiano annulla la multa

La Costituzione è ancora viva. Un giudice marchigiano ha annullato una sanzione per violazione del coprifuoco affibbiata ad un ventunenne di Pioraco.

Coprifuoco

Il coprifuoco è incostituzionale

Sì, la Costituzione è ancora viva. Lo abbiamo capito grazie ad un caso che riaccende la speranza. Nelle Marche vi è un giudice di pace che ha appena spianato la strada per superare l’indegna misura del coprifuoco. Difatti qualche giorno fa ha annullato la multa di 533 euro affibbiata ad un ventunenne di Pioraco, il quale era già stato colpito dall’ennesima sanzione, salvo poi l’intervento del medesimo giudice che l’ha ridotta.

“Ero andato a trovare la mia ragazza”, era stata la giustificazione del ragazzo, che si è affidato a un giovanissimo amico, studente di giurisprudenza al secondo anno, Marco Dialuce, per sbrigare le pratiche legali necessarie a impugnare la sanzione. “Ho fondato il ricorso”, ha spiegato Dialuce, “sull’incostituzionalità del coprifuoco, trattandosi di una misura restrittiva della libertà personale. Difatti nel nostro ordinamento giuridico, l’obbligo di permanenza domiciliare è una sanzione di tipo penale e solo il giudice con atto motivato può disporla.

Pertanto è incostituzionale disporre un coprifuoco attraverso un decreto del presidente del consiglio dei ministri, che è un atto amministrativo gerarchicamente inferiore alla legge, e lo sarebbe anche se fosse disposto con un atto avente forza di legge. Tale argomentazione ha convinto il giudice di pace del Maceratese, il quale ha condannato la Prefettura a pagare le spese processuali.

Un risultato straordinario che non deve rimanere l’unico

Un plauso va ai due giovani, coraggiosi nel combattere per la libertà. Per troppo tempo i nostri giovani sono stati dipinti come untori e superficiali perché pensavano soltanto agli aperitivi e ai festini mettendo in pericolo tutti. Questa vicenda invece dimostra che forse è proprio da loro che deve partire la battaglia per riconquistare le nostre libertà negate. Un altro plauso va sicuramente al giudice di pace.

Non è la prima volta che le toghe si oppongono al regime sanitocratico. Qualche settimana fa, a Milano, un ventiquattrenne è stato assolto perché “non c’è obbligo di verità” nelle autocertificazioni. Un’analoga sentenza aveva salvato una coppia di Reggio Emilia. In quella circostanza, anzi, il giudice aveva anche precisato che il dpcm del marzo 2020, che aveva “battezzato” le autodichiarazioni, era caratterizzato da una “indiscutibile illegittimità”.

E allora, cari lettori, fate valere anche voi i vostri diritti.

 


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