Elezioni USA, il postino non bussa da Trump. Nuvole oscure all’orizzonte

Mancano 6 voti dei grandi elettori a Joe Biden per vincere le elezioni USA, ma Trump denuncia la presenza di brogli. La guerra è appena iniziata.

Elezioni USA

Elezioni USA? No, Far West

Geograficamente parlando, gli Stati presi in questione negli ultimi frangenti delle elezioni USA sono parecchio lontani dalle ricche terre che scatenarono la corsa all’oro. Altresì, spostando la nostra lente d’ingrandimento sul campo della politica, il Far West c’entra eccome. Proprio l’esito del voto in questi Stati ha messo in bilico quella che si era profilata come una vittoria di Trump già poche ore dopo l’inizio dello spoglio. Adesso la situazione è appesa ad un filo.

E non c’entrano nulla i media con le loro drammatizzazioni e il loro progressismo spinto o l’allarmismo di un Friedman qualunque. L’America che noi conosciamo rischia di scomparire definitivamente. Attenzione però, poiché non è certamente colpa del Tycoon.
È altresì vero che l’attuale presidente ha rinfocolato vecchie tensioni, ma è altrettanto vero che esse scorrevano caricamento da sempre nella società statunitense.

Così com’è vero che ha saputo radicarsi elettoralmente nelle classi meno abbienti. Trump è il vindice dei lavoratori emarginati dalla globalizzazione e appiedati dalla delocalizzazione. Ma anche delle vittime della grande bolla finanziaria del 2007, la quale – forse – non sarebbe scoppiata se Clinton non avesse abrogato la legge Glass-Steagall nel lontano 1999.

NYT: “L’onda pro-Biden nel voto per posta”

La questione razziale si riacutizza su questo vulcano in ebollizione. Le proteste dei facinorosi e violenti BLM sono state sdoganate a livello mondiale dalla stampa mainstream, presentando il conto a Trump. Purtroppo per i Dem, soprattutto durante il periodo di Obama furono commesse violenze contro i neri da parte della polizia. Sia chiaro: Trump non è esente da colpe.

Il solco che ha approfondito serviva soprattutto a tenere a distanza un Deep State che non lo ha mai accettato. E lui ha ricambiato fino al paradosso di un capo di Stato che diffida di quel che lui stesso rappresenta. È il motivo per il quale ha bollato sin da subito come “fonte di imbrogli” il voto per posta. Vero o falso, si vedrà. “L’onda blu è nelle buste“, ha titolato profetico il New York Times, ma il postino, stavolta, non ha bussato due volte.

Lo stesso Nigel Farage, in tempi non sospetti, aveva profetizzato questa situazione incresciosa. Difatti in un’intervista con l’editore del giornale “The National Pulse” Raheem Kassam, l’architetto della Brexit ha dichiarato ciò: “Trump vincerà poiché la sua base è veramente forte“. Lo stesso Farage ha inoltre evidenziato la presenza di “oscure operazioni da parte dei Dem, i quali utilizzeranno il voto per posta per assicurarsi la vittoria“.

Si stanno profilando delle nuvole oscure all’orizzonte. Trump fa bene ad alzare la voce di fronte a questo abuso. Nel Wisconsin vi è stata un’impennata pazzesca subito dopo l’inizio dello spoglio dei voti per posta. Nel Michigan il 99% dei voti è andato a Biden. Frutto del caso? Eppure sembra strano, ma tra gli elettori di Biden ci sono anche persone nate nel 1900 e nel 1850Clicca qui per leggere l’approfondimento su questi elettori “Matusalemme”


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