E se i 5 Stelle e il Pd avessero governato anche la Sicilia?

Un viaggio immaginario nella Sicilia panstellata, come sarebbe stata se... Percorriamo quindi la ricostruzione di un governo regionale pro-Conte

Immaginando un futuro e passato distopico, saliamo sulla Delorean e immaginiamoci uno scenario diverso rispetto a quello attuale in Sicilia. Un governo a guida 5 Stelle con il sostegno dei 14 deputati del Pd. Non è difficile immaginarlo perché la maggioranza del governo Musumeci all’Ars poggia su numeri risicati, nella migliore delle ipotesi su un 37 su 70. 

La Sicilia delle cooperative pro-migranti

Quindi non è surreale immaginarsi un “come sarebbe stato se”. Può essere utile ripercorrere questa ricostruzione per valutare come sarebbe stata la Sicilia trainata da un governo pro-Conte. Si potrebbero immaginare nuovi centri di accoglienza e diversi hotspot ex novo su tutto il territorio regionale e politiche migratorie in accordo col governo centrale che avrebbero fatto della Sicilia una colonia “africana”. Giusto per integrare le cooperative, le ONG e tutti gli amici di Zingaretti. 

La continuità delle politiche di Crocetta

Sul modello palermitano alla “Orlando” potremmo immaginare una gestione rifiuti ben peggiore dello stato attuale con un lasseiz faire come dottrina, sulla stessa continuità di Crocetta, tra l’altro. Una finanziaria regionale all’insegna dei temi forti di questo governo: sostegno alle politiche pro-gender, una sanità gestita in maniera accentrata e accorpata, il sacrificio di molti servizi come ospedali, guardie mediche e una rete ospedaliera dimezzata. Quel processo già avviato dal governo “rivoluzionario di Crocetta”.

Non tutto sarebbe diverso…

Si potrebbe immaginare un pantano amministrativo data l’inesperienza di molti panstellati siciliani e l’impasse con gli uffici regionali. Va detto che alcune di queste caratteristiche sono del tutto simili a quelle dell’attuale governo Musumeci. I malesseri siciliani infatti non hanno colore politico: burocrazia, lentezza, malasanità sono senz’altro dei mantra di tutte le amministrazioni sicule.

Imprese e turismo: dura vita per i lidi balneari

E le imprese? Le politiche del sostegno all’impresa a ben vedere quelle di Conte e i suoi ministri, sarebbero molto diverse e sicuramente non vedrebbero sgravi e rinnovi di concessioni in tema di diritto demaniale per esempio. Una vita difficile per i lidi e le attività ricettive. Le partite Iva poi… peggio di peggio.

E il turismo? In mano ai cinesi e alle holding amiche di Casaleggio&Co. La cultura? In mano ai soliti della sinistra tra miti feticcio – anti-Chiesa e pro partigiani – e iniziative sui migranti, sull’integrazione e sui vari prodromi del Pd. Un’isola felice per i vari veltroniani – forse i meno peggio – e gli amici di Luca (Zingaretti). In quanto a reddito di cittadinanza possiamo immaginare misure del tutto simili ma in piccolo, giusto per farsi riprendere dalla Corte dei Conti.

La Sicilia a 5 Stelle nella covid-zone

E come sarebbe stata la pandemia al tempo dei governi grillini? Come è in Italia. Saremmo senz’altro in un regime dove chi viene fuori dall’Italia è tana libera tutti, per chi si sposta dentro la Sicilia, invece, un “due tre stella”. Sarebbe caccia alle streghe tra contagi e responsabili con super-commissioni tecnocratiche ad hoc che non servono a nulla. Il tutto condito dalla solita retorica del sacrificio per la salute pubblica che tanto l’economia è già allo scatafascio così.

Il governo Musumeci si è incastrato in questi tre anni in molti vicoli ciechi prima di incontrare il caos pandemico. La questione rifiuti, i consorzi di bonifica, i forestali, le inefficienze dei dipendenti regionali sono tutti ostacoli che Musumeci ha dovuto affrontare spesso cedendo, nel computo complessivo, più di quello che politicamente ha ricevuto.

Il ruolo del Pd in questo scenario apocalittico

E tuttavia bisognerebbe ricordare, in maniera orwelliana, cosa sarebbe stato un governo 5 Stelle e Pd se oggi fossero loro i traghettatori all’Ars. E quasi sicuramente il Pd sarebbe divenuto, come azionista di minoranza, l’infiltrato occulto in grado di tenere le redini nell’ombra del governo solo fittiziamente rivoluzionario. Giusto il tempo di accontentare gli amici di segreteria. Più che di sostegno alle famiglie sarebbe stato il governo dei nuovi “cittadini” pan-africani e gender-free. Una Sicilia nera, non politicamente, ma demograficamente. Un paradiso “fiscale” per cooperative e associazioni schierate. Per fortuna quel 5 novembre del 2017 è andata diversamente.


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