Discoteche riaperte ma solo per il 35% delle capienze: la beffa

Arriva il sì per le riaperture delle discoteche ma solo al 35% delle capienze. Un settore in ginocchio che rischia di non ripartire mai.

Discoteche riaperte con il green pass e il 35% delle capienze stabilite nella licenza o dal prefetto. In pratica per le discoteche al chiuso, interdette causa covid da più di 18 mesi, la luce in fondo al tunnel è ancora lontana. Parliamo di 200 mila lavoratori e circa 3.000 aziende. Sono le ultime della lista a “ripartire” ma con un macigno ingombrante. Non solo devono recuperare quanto perso in questi anni ma devono farlo pure con una capienza ridotta al 35% sul totale concesso.

Immaginate a Milazzo una discoteca che permette l’accesso a 700 persone per una serata, si riduce a 245. Una festa di compleanno. In cosa si traduce questo? Meno biglietti paganti, meno tavoli, meno personale, meno lavoro. L’indotto generato dalle discoteche è considerevole: fornitori di beverage e food, artisti, tecnici del suono, elettricisti, arredi, deejay e musicisti, barman, personale di sala, organizzatori di eventi.

Un esercito di lavoratori “scavallati” dal covid perché connessi a circuiti dell’intrattenimento. I più penalizzati insieme ai ristoratori e alle palestre. Il rischio, reale, è che l’Italia, indietro sui vaccini ma con la normativa più stringente sul covid, veda perdere altri pezzi di Pil proprio per questa doppia politica delle restrizioni.


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