Coronavirus, contagi in aumento in Sicilia: probabile inasprimento delle restrizioni

"Non si può escludere niente a questo punto, nemmeno provvedimenti più restrittivi che ricorderebbero, purtroppo quando successo a marzo". Così il governatore Musumeci.

Sono 796 i nuovi positivi da coronavirus in Sicilia: record assoluto in sole 24 ore. Otto le vittime, per un totale di 397 dall’inizio della pandemia. Sono 7732 i tamponi effettuati. In ospedale 588 persone in regime ordinario (+23) e 89 in terapia intensiva (+6), per un totale di 677 ricoveri. Nelle ultime 24 ore sono guarite 98 persone.

In 7.863 si trovano in isolamento domiciliare, gli attualmente positivi invece sono 8.540. Infine il numero dei dimessi tocca quota 5.649. Sul fronte della distribuzione territoriale ci sono 351 i nuovi casi a Palermo (nuovo record assoluto); 211 a Catania; 60 a Trapani; 47 a Messina; 49 a Ragusa; 24 a Siracusa; 28 a Caltanissetta; 7 a Enna e 19 ad Agrigento.

Intanto la regione insieme al CTS stanno valutando nuove misure restrittive per arginare i contagi. Le nuove misure dovrebbero riguardare le scuole superiori per le quali dal secondo al quinto anno è prevista l’adozione della didattica a distanza; i mezzi pubblici che possono essere riempiti solo per il 50% della loro capienza; i locali, la cui chiusura è fissata alle 23. Il governo inoltre avrebbe valutato il coinvolgimento dell’esercito per l’allestimento di ospedali da campo.

 

Le parole del governatore, Nello Musumeci

«Provvedimenti restrittivi e chiusura? È chiaro che un provvedimento del genere andrebbe concordato con il Governo centrale, come quello degli ingressi bloccati in Sicilia. Noi abbiamo chiuso l’Isola impedendo l’accessibilità al 92 per cento nei mesi drammatici della prima fase e non escludiamo di poterlo fare anche con altre misure restrittive nei prossimi giorni. Venerdì incontrerò l’assessore Razza per fare il punto della situazione, intanto abbiamo dichiarato 4 zone rosse dove il numero dei contagi appariva serio, abbiamo limitato alcune attività. In un tessuto economico come quello siciliano ogni attività che può lavorare costituisce un grande sostegno che si dà all’economia ma se dovesse essere necessario non ci penseremo due volte a chiudere attività, sperando che il governo centrale possa consentire loro di potere superare questo periodo. Abbiamo pubblicato un bando per reclutare operatori sanitari, ci siamo dotati di 4 milioni di tamponi rapidi e salivari per cercare di isolare subito il positivo asintomatico. Tutto cambia di giorno in giorno e l’appello alla responsabilità collettiva va rinnovato, che Dio ci aiuti, ma ci vuole anche l’aiuto degli uomini per evitare misure drastiche ulteriormente restrittive».


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