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Barcellona, il Gin “U ficu” di Gianluca Parisi in giro per l’Italia

Una storia fuori dal comune, quella di Gianluca Parisi bartender a Barcellona, dopo oltre un decennio in giro per l’Italia, a studiare, lavorare e “inventare” cocktail crea il suo Gin "U Ficu".

Una storia fuori dal comune, quella del messinese Gianluca Parisi. Lo chiamano “hulk” e di mestiere fa il bartender a Barcellona Pozzo di Gotto ma, dopo oltre un decennio in giro per l’Italia, a studiare, lavorare e “inventare” cocktail. Ha iniziato giovane, forse anche troppo, in riva allo Stretto prima di prendere le valigie a 18 anni e tuffarsi in realtà diverse, a Torino e poi in Liguria. Ma la sua è una storia di ritorni a casa, di costante lavoro e di idee, come quella che l’ha portato nel giugno scorso al secondo posto di una manifestazione nazionale dedicata alla creazione di prodotti nuovi. C’è riuscito con un prodotto 100 per cento siciliano, un gin al fico che ha anche il nome siciliano: “U’ Ficu – gin”.

La ricerca dell’home made: “Cercavo qualcosa di unico”

Ciò che affascina Gianluca, però, è la ricerca della tipicità, quello che lui stesso chiama “home made”, il “fatto in casa”. Così nasce l’intuizione: “Ero in campagna e mi sono detto di voler provare un’infusione al fico d’india. Ho iniziato a studiare e fare ricerche e scopro che ci sono tantissimi liquori al fico d’india ma non un gin che ne sfrutti le proprietà e i sapori. Mi sono detto: ‘lo provo!’. Ci lavoro e mi rendo conto del potenziale: era buonissimo. Comincio a informarmi ma per la produzione ci vuole davvero una grande cifra. La mia priorità era aprire inizialmente un locale mio, quindi ho messo il resto in stand by. Poi ho scoperto la ‘Spiritual Machine’, una competizione che si chiama ‘Crea il tuo spirito’, a Torino”.

Il gin “U’ Ficu” arriva secondo

“E così c’ho provato – racconta Gianluca -. Dovevano scegliere 10 ricette alla fine e sono rientrato, arrivando al secondo posto. Il mio 2022 è cambiato. Chi vinceva avrebbe ricevuto 250 bottiglie omaggio della propria ricetta, io arrivando secondo non le ho vinte. La mia ricetta era comunque molto complicata ed è stata molto apprezzata. Così decidiamo di organizzare un crowdfunding. Il limite era di 100 bottiglie, e in due settimane sono state raggiunte e superate. Intanto mi trovavo a Panarea e lì una versione di questo mio gin è stata apprezzatissima. Questo mi ha dato una grossa spinta”.

Richieste in tutta Italia

“U’ Ficu” piace e Gianluca è già alla seconda produzione. Così dal territorio messinese sta già ricevendo richieste in tutta Italia: “Ho appuntamenti in molte regioni e intanto ho ricevuto richiesta anche da bar tipicamente siciliani, come il ‘Don Cola’ di Genova, locale che si è innamorato del prodotto. Insomma: ci crediamo. I tester stanno girando in tutta Italia. Mi sono ritrovato a ordinare la merce e a finirla in pochissimi giorni”.

Il sogno di Gianluca

“Il mio sogno è duplice – conclude – vorrei un locale tutto mio, come sognavo prima di produrre il gin, e poi avere una distilleria tutta mia. Lo si spiega anche con il fico d’india come scelta: lo posso trovare solo nella mia terra. Per me il sapore della Sicilia e di Messina è fondamentale. Ho studiato e sono riuscito a conciliare le due cose: sono l’unico da aver usato il frutto del fico d’india per un gin. Ce ne sono milioni, in tutto il mondo, ma le botaniche usate da me non esistono. Mi spiace solo aver prodotto, finora, esclusivamente a Torino. Io sono un bartender, ovviamente per cose fuori dal mio campo devo farmi aiutare. Io ci credo: questo è un prodotto 100 per cento siciliano, lì dentro c’è la Sicilia. Lo si sente già dal profumo ed è quello che voglio portare in giro”.


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