Attacco contro pescherecci italiani, Musumeci: “Non è tollerabile”

La Marina libica ha attaccato un gruppo di tre pescherecci italiani impegnati in una battuta al largo di Misurata. Durissimo l'attacco di Musumeci.

Pescherecci

La Marina libica ha attaccato un gruppo di tre pescherecci italiani impegnati in una battuta al largo delle coste di Misurata. I motopesca Artemide, Aliseo e Nuovo Cosimo erano, secondo il report della Marina italiana, nelle acque della Tripolitania all’interno della zona definita “ad alto rischio”. Giuseppe Giacalone, comandante del peschereccio Aliseo, è stato ferito ad un braccio. L’attacco è avvenuto a 30-40 miglia da Misurata, questa volta da parte del governo libico riconosciuto, il quale ha un nuovo premier. Sembra quasi di essere tornati all’incidente del settembre 2020.

Secondo il sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci, i libici hanno sparato ad altezza d’uomo e si tratterebbe dunque di una novità. La fregata Libeccio della Marina militare italiana, impegnata nell’operazione “Mare Sicuro“, è intervenuta a circa 35 miglia nautiche dalla costa libica, a nord della città di Al Khums “per la presenza di una motovedetta della Guardia Costiera libica in rapido avvicinamento ai motopesca italiani“.

La Libeccio, che al momento della segnalazione si trovava a circa 60 miglia dalla scena d’azione, “si è diretta alla massima velocità verso i motopesca e ha fatto levare in volo l’elicottero di bordo, che giunto in area ha preso contatto radio con il personale della motovedetta“. La fregata Libeccio” si legge ancora uin una nota della Marina italiana, “giunta in prossimità dei motopesca, ha ricevuto notizia della presenza di un marittimo del motopesca Aliseo ferito ad un braccio. L’azione è tuttora in corso e dell’evoluzione della situazione è stato dato costante aggiornamento al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini“.

Il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci ha usato parole forti per sensibilizzare Roma sull’accaduto:

Basta. Non ne possiamo più di queste frequenti azioni di violenza delle motovedette libiche contro i nostri pescherecci. Non è tollerabile che i pescatori siciliani debbano andare a lavorare nelle acque internazionali del Mediterraneo con l’incubo di finire arrestati, sequestrati o persino mitragliati, senza colpa alcuna. Il governo italiano apra finalmente un confronto serio e risolutivo con Tripoli. Non vorrei pensare che per Roma la pur legittima tutela di interessi economici con la Libia debba fare dei pescatori siciliani una sorta di carne da macello.

Inconcepibile quel che è accaduto oggi” ha twittato il segretario del Pd Enrico Letta: “Non ci si potrà accontentare di scuse o vaghe spiegazioni“.

 


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